
Il testo che segue è a cura di Marco Alfieri, giornalista e scrittore, autore del volume "Campioni a sorpresa. Dallo sport al business: superare le attese e costruire successi", edito da Egea. Il progetto nasce da un’idea e dalla precisa volontà di Key2people, molto attenta allo sviluppo del parallelismo tra cultura sportiva e d’impresa, tanto da farne una lente privilegiata per interpretare la leadership e i modelli organizzativi contemporanei.
Il libro è frutto di un confronto costante tra l’autore e il team di Key2people, che ha accompagnato l’intero percorso di sviluppo, offrendo competenze, casi aziendali e insight maturati nella propria esperienza di Executive Search e Advisory. Un lavoro che è frutto di grande metodo, ricerca e visione.
Alfieri, già direttore de Linkiesta e inviato de La Stampa, è oggi inviato del Sole 24 Ore, ha guidato le Media Production di Eni ed è autore per Feltrinelli e Marsilio, tra le altre. Proprio l’incrocio tra la sua sensibilità giornalistica e la prospettiva strategica di Key2people ha reso possibile un lavoro che intreccia narrativa, analisi e casi reali, offrendo ai lettori una bussola originale sulle forme contemporanee di successo.
Che cosa hanno in comune Prosecco Doc Imoco Volley Conegliano, Aquila Basket Trento e Bologna FC 1909? Parliamo di tre società che praticano sport diversi: rispettivamente pallavolo, pallacanestro, calcio; due sono formazioni maschili (Trento e Bologna) e una femminile (Conegliano); e, soprattutto, sono club con budget, status, organizzazione, potenzialità e bacheche molto diversi tra loro. Eppure, hanno molti più punti in comune di quanto s’immagini in apparenza.
Il motivo? Sono tutti e tre casi virtuosi di organizzazioni sportive outsider, di provincia, che hanno raggiunto livelli d’eccellenza sportiva sfidando colossi più strutturati e metropolitani. E tutti e tre esprimono modelli di leadership e di gestione societaria applicabili anche in ambito aziendale.
Per questo ho deciso di raccontarle. Volevo capire meglio che cosa potessero offrire al business tradizionale in termini di leadership, gestione operativa, progettualità, innovazione, visione, coraggio delle scelte, valorizzazione dei talenti e radicamento nelle comunità di riferimento.

Quel che ho scoperto lo racconto nel libro Campioni a sorpresa. Dallo sport al business: superare le attese e costruire successi (Egea). E devo ammettere che, in coerenza con la premessa iniziale, ho trovato davvero molti spunti comuni, capaci di offrire modelli emulativi a imprese e imprenditori di qualsiasi settore e, più in generale, a tutti coloro che sono chiamati a programmare e prendere decisioni strategiche in questo paese meraviglioso, ma ripiegato, che si chiama Italia.
Le tre storie, infatti, rivelano in controluce tantissimi insegnamenti: outsider che diventano protagonisti; leadership giovani e dinamiche; gestioni economiche sostenibili (niente passi più lunghi della gamba); radicamento territoriale e logica del give back; stabilità societaria; ruoli chiari e governance diffusa (no padri-padroni); visione strategica a lungo termine; cultura del lavoro e del gioco di squadra; valorizzazione dei talenti (interni ed esterni); meritocrazia reale; mentalità vincente; innovazione pragmatica; problem solving quotidiano; formazione continua; contaminazione (nessun modello puro e astratto); gestione della sconfitta (le difficoltà sono occasioni di crescita); e una grande tensione verso gli obbiettivi da raggiungere. Tutti insegnamenti che ho poi contestualizzato nel campo aziendale grazie all’aiuto e all’esperienza dei professionisti di Key2people, società italiana leader della consulenza e dell’executive search.

Certo, ho trovato anche differenze evidenti. Come ho detto all’inizio, parliamo di tre società diverse per status, mezzi finanziari e livello sportivo raggiunto. Prosecco Doc Imoco Conegliano, nata da un fallimento nel 2012, è ormai una multinazionale dello sport femminile, un brand globale conosciuto in tutto il mondo, una specie di Real Madrid del volley contemporaneo. Aquila Trento, emersa nel 1995 dalla fusione di piccole realtà sportive territoriali, è di fatto un club di sviluppo e passaggio per giovani talenti e giocatori in cerca di rilancio e di maturazione, che ha saputo scalare tutta la piramide del basket italiano, partendo dalla serie D per arrivare alle finali scudetto e alla vittoria della prestigiosa Coppa Italia.
Il Bologna FC 1909, invece, è stato per tantissimi anni una nobile decaduta del calcio italiano ed europeo, fino al 2013 quando un ambizioso imprenditore italo-canadese lo ha rilevato dagli abissi della serie B e del semi-fallimento societario, riportandolo in dieci anni ai vertici del campionato italiano, alla conquista della Coppa Italia, e alla ribalta europea. Grazie a un’importante ristrutturazione societaria, un’abile politica di acquisti, cessioni e plusvalenze, e all’applicazione scientifica del metodo dello scouting di talenti, giovani e stranieri.
Ma tutte queste differenze sono perlopiù variazioni di uno stesso spartito, oltre che la risposta alle medesime domande. Ossia: come si costruiscono team vincenti? Come si collabora e si ottimizza il gioco di squadra? Come si pianifica e si definiscono gli obiettivi a lungo termine? Come si adattano le strategie in base al contesto? Come si creano i migliori percorsi di crescita? Come si prendono le decisioni difficili? Come si scelgono e si valorizzano i talenti? E come si impara dagli errori commessi, trasformando le difficoltà in opportunità di crescita?

Insomma, il libro parla di tutte queste sfide attraverso il prisma di tre grandi storie sportive che sono una perfetta metafora della vita di aziende e professionisti. Non è un manuale di management classicamente inteso, non dispensa lezioni pronte all’uso; vuole essere un racconto accessibile a tutti, disseminato di spunti e casistiche utili a chi deve prendere decisioni strategiche, avviare attività, pianificare cambiamenti, assumere nuovi professionisti, sviluppare competenze, progettare nuovi business, mettere insieme team di lavoro e gestire organizzazioni complesse.
E, cosa fondamentale, in tutti e tre i casi il matching tra talento e ruolo, tipico di ogni ambiente di lavoro e di intrapresa professionale, non è solo un compito tecnico bensì un esercizio molto delicato e strategico, con un grande peso economico e, soprattutto, culturale.