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Dicembre 10, 2025
A Più Libri più liberi Key2people porta una visione nuova sul talento e sul fare impresa
Il pullman dei Minions che accoglie Zhu Ting, la musica di Lucio Dalla che guida i tifosi del Bologna allo stadio, la rete territoriale dell’Aquila Basket Trento che non lascia mai soli i suoi giocatori: sono immagini che restituiscono l’essenza delle storie raccontate da Marco Alfieri nel libro “Campioni a Sorpresa”, storie di sportche dialogano e interrogano profondamente anche il mondo dell’impresa. Chi sono davvero i Campioni a Sorpresa, cosa hanno da dire sul modello aziendale italiano e che strada indicano verso il successo? Sabato 6 dicembre, all’interno della kermesse Più libri più liberi di Roma, il libro è stato protagonista di un incontro che ha visto la partecipazione di Roberto Ravagnani, Equity Partner di Key2people, Guido Boffo, editorialista e già direttore del Messaggero, con un passato da giornalista sportivo, e Marco Alfieri, autore del libro e giornalista inviato de Il Sole 24 Ore, per riflettere su come resilienza, passione e preparazione trasformino anche le sfide più complesse in straordinarie opportunità.
Alfieri entra nel vivo di tre realtà sportive italiane che hanno raggiunto l’eccellenza partendo da territori di provincia: la Prosecco Doc Imoco Volley Conegliano nel volley femminile, l’Aquila Basket Trento nel basket e il Bologna FC 1909 nel calcio. Sono i virtuosi outsider: vittorie costruite lontano dai riflettori, dove la capacità di creare valore nel tempo ha fatto la differenza. Conegliano ha trasformato un fallimento locale in sette scudetti consecutivi, tre Champions League e tre Mondiali per club, grazie a leadership diffusa e oltre trecento sponsor locali che hanno restituito al territorio ciò che il territorio aveva dato loro. A Trento, l’Aquila Basket ha costruito una cultura della crescita lenta ma costante, vincendo la Coppa Italia e raggiungendo le finali scudetto in vent’anni. Il Bologna FC 1909, ex nobile decaduta del calcio, è tornato protagonista grazie all’imprenditore canadese Joey Saputo, riportando la squadra in Europa e vincendo la Coppa Italia a distanza di mezzo secolo dall’ultima volta.
"I Campioni a Sorpresa non sono solo underdog o talenti individuali: sono persone inserite in un contesto dove contano visione, umiltà e passione che va oltre il risultato".
Marco Alfieri
Ogni squadra rappresenta un modello replicabile sintetizzato alla fine di ogni capitolo in una serie di schede tecniche che identificano modelli e caratteristiche ricorrenti: Conegliano, leadership diffusa e community; Trento, sviluppo sostenibile e crescita del talento; Bologna, strategia paziente e visione imprenditoriale. Campioni a Sorpresa non è un manuale di management tradizionale, ma un racconto disseminato di spunti pratici per chi deve prendere decisioni strategiche, sviluppare competenze o guidare organizzazioni complesse.
Il dibattito ha posto al centro una domanda cruciale: come si individua il talento e come lo si valorizza? Ravagnani ha spiegato che «non basta guardare ai successi: il reale talento, la vera creatività, emerge nella capacità di ripartire dopo una caduta o un fallimento». Boffo ha aggiunto: «Nello sport, la crescita di un talento passa anche attraverso leadership e capacità di fare squadra: valorizzare l’unicità è fondamentale come è fondamentale che il talento sia inserito dal punto di vista umano, non semplicemente tecnico».
"Non basta guardare ai successi: il reale talento, la vera creatività, emerge nella capacità di ripartire dopo una caduta o un fallimento".
Roberto Ravagnani
Ma c’è di più: cosa succede dopo la vittoria? Quale sfida si gioca una volta raggiunto un obiettivo? Ravagnani, forte della sua esperienza professionale maturata tra le file di Key2people, non ha avuto dubbi: «Si punta oltre, verso nuovi obiettivi, nuovi limiti da superare. La crescita è l’orizzonte ultimo di chi vuole costruire». Alfieri, sulla scia delle osservazioni di Guido Boffo ha sottolineato invece la caratteristica quasi “ossessiva” dei Campioni nei confronti del sogno che li anima, un’ossessione positiva che «i campioni trasformano in un motore di successo: pensiamo a Cristiano Ronaldo, LeBron James o Steve Jobs, ognuno guidato da un sogno che definisce il proprio talento. I Campioni a Sorpresa non sono solo underdog o talenti individuali: sono persone inserite in un contesto dove contano visione, umiltà e passione che va oltre il risultato».
Ma questa ossessione racchiude un rischio: «Guardare solo avanti - spiega Ravagnani - non sempre consente di individuare i nuovi campioni a sorpresa, quei competitor spinti dalla stessa fame, dallo stesso desiderio di distinguersi e potrebbero rappresentare la principale sfida per chi ormai ha conquistato una posizione di leadership nel proprio ambito».
"Valorizzare l’unicità è fondamentale come è fondamentale che il talento sia inserito dal punto di vista umano, non semplicemente tecnico".
Guido Boffo
Il libro propone un modello di talento applicabile non solo allo sport, ma anche al mondo delle aziende e del business, dove attenzione alla crescita, collaborazione e visione a lungo termine trasformano realtà ordinarie in storie straordinarie. Per chi cerca ispirazione e storie di eccellenza, è un invito a guardare oltre il visibile e scoprire il potenziale nascosto in ogni contesto, a trovare quella “via italiana all'eccellenza”, scoprendo al tempo stesso, “la capacità di sognare in grande, mantenendo i piedi per terra”, la ricetta del fare con quel che c’è in grado di rendere straordinario l’inaspettato.
Nel linguaggio comune, improvvisare ha spesso una connotazione negativa. Rimanda all'idea di arrangiarsi, di agire senza preparazione, di muoversi senza […]