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Novembre 14, 2025

Campioni a sorpresa: la prefazione di Cristina Calabrese

Un estratto dal libro "Dallo sport al business: superare le attese e costruire successi", scritto da Marco Alfieri per Egea.

“Campioni a sorpresa” di Marco Alfieri, pubblicato da Egea, è un viaggio che racconta tre imprese sportive nate lontano dai grandi centri ma capaci di riscrivere le regole del successo: la Imoco Conegliano di volley, l'Aquila Basket Trento e il Bologna FC 1909. Attraverso queste storie, Alfieri racconta come visione, governance e cultura del gruppo possano trasformare piccoli club in modelli di leadership e innovazione. Nel testo che segue, Cristina Calabrese, CEO di Key2people, spiega com'è nata l'idea di questo progetto così ricco di spunti per il mondo dell'impresa, ma non solo.

Quando Marco Alfieri ci ha proposto l’idea di questo libro, suggerendo di svilupparlo insieme, in Key2people ci siamo chiesti se lo sport fosse l’ambito giusto da esplorare per confrontarlo con le nostre competenze. Ogni dubbio è però svanito di fronte al titolo, “Campioni a sorpresa”: abbiamo subito pensato che fosse non solo una scelta efficace, ma una metafora potente del nostro tempo. Perché racconta di squadre che hanno sovvertito i pronostici, che hanno saputo vincere laddove nessuno se lo aspettava, che hanno costruito successi duraturi non sul colpo di fortuna ma su identità, visione e comunità. Proprio come accade in tanti casi di successo nel mondo imprenditoriale e anche all’interno di grandi Gruppi, quando emerge un team che dimostra vera capacità d’impatto. 

Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano, Aquila Basket Trento, Bologna FC 1909: tre realtà diverse per dimensioni, territori, tradizioni. Eppure, legate da un filo comune: la capacità di diventare protagoniste senza avere alle spalle i capitali sconfinati delle multinazionali dello sport. Sono partite dal basso, hanno saputo ripartire da sconfitte o fallimenti, hanno costruito una cultura del lavoro, della squadra e della leadership condivisa.

Nel libro queste storie sportive diventano lezioni di management. Perché la continuità di un allenatore come Santarelli a Conegliano non è diversa dalla lungimiranza di un CEO che sa resistere alla tentazione di capitalizzare nel breve termine. Perché la visione paziente di Trento, “passi piccoli ma continui”, richiama quella che chiamiamo crescita sostenibile nelle imprese. Perché la profezia di Joey Saputo a Bologna – “in dieci anni torneremo in Europa” – è la prova che un progetto credibile, coerente e con lo sguardo lungo, può cambiare i destini di un’organizzazione.

Nelle conversazioni “post partita” con Marco, analizzando quello che lui aveva appena scoperto nelle tappe del suo viaggio in queste tre capitali a sorpresa dello sport, insieme ai miei colleghi di Key2people, abbiamo visto emergere continuamente lezioni di management e di leadership che valgono nello sport come nelle imprese. Per esempio, che i grandi campioni (e i grandi top manager) si riconoscono quando mettono il noi davanti all’io, quando sanno fare un passo indietro per permettere alla squadra di farne due avanti. Sanno che il talento individuale è fondamentale, ma senza un sistema che lo valorizzi e lo faccia crescere rischia di spegnersi. Il leader è colui che riesce a bilanciare il valore della continuità con quello della scoperta, quello che sa creare un sistema che si rinnova ma allo stesso tempo resta forte nella sua identità. Il leader sa costruire la “mentalità comune” del successo.

Key2people ha promosso questa iniziativa editoriale anche perché sente queste storie particolarmente vicine alla propria. Perché anche noi, in poco più di vent’anni, ci siamo ritagliati uno spazio importante in un settore – quello dell’Executive Search e dell’Hr Advisory – dominato da grandi multinazionali. Non avevamo dimensioni, storia o capitali comparabili. Abbiamo messo in campo passione, conoscenza profonda del contesto italiano, capacità di attrarre talenti e, soprattutto, di costruire relazioni di fiducia. Anche noi siamo stati un piccolo outsider in un mercato di giganti, ma abbiamo saputo sorprenderli con il nostro gioco di squadra.

Questo libro, dunque, non parla solo di sport. È un invito a guardare alle imprese – piccole o grandi che siano – come a squadre capaci di sorprendere, di ribaltare i pronostici, di trasformare limiti in risorse. È un invito a imprenditori e leader a pensarsi come allenatori, a far diventare le loro imprese scuole di competenza, attrazione di campioni, marchi di “employability”, a manager e dirigenti a imparare la disciplina e la resilienza degli atleti, a ciascuno di noi a credere che si può sempre andare “più in alto”, “più avanti”, “più forte”. 

Perché’ le vere rivoluzioni - nello sport come nella vita - iniziano sempre da chi osa credere che l’impossibile non sia altro che un futuro in anticipo.

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